Scaramuccia

I passi in pace a venezia

Articoli / Centri cittadini
Data: 14 Nov 2005 - 02:30 PM
Camminare consapevolmente per risvegliare la pace.
Passi in pace 2005 a Venezia.



Nei giorni 22, 23 e 24 ottobre scorsi a Venezia si è svolta la quinta edizione del Salone dell’editoria di pace, cui è associato da tre anni il Salone dell’editoria buddista e orientale in Italia.
Per sabato 22 ottobre l’U.B.I. aveva indetto gli ormai annuali Passi in pace, altra iniziativa da annotare tra le buone tradizioni che hanno preso piede nel nostro paese.
Proporre Venezia come luogo dell’appuntamento nazionale per l’edizione 2005 è stata cosa ovvia e facilmente condivisa. L’U.B.I. non ha avuto difficoltà ad accoglierla, anche in funzione della decisione di tenere il prossimo Vesak (2006) a Padova, occasione in cui i promotori vorrebbero inserire una “camminata silenziosa”.
L’appuntamento è stato alle 16,30 davanti alla Scuola Grande di San Rocco, sede del Salone. Sottovoce si sono formati dei gruppetti di partecipanti, prima confusi tra visitatori e persone di passaggio, poi riconosciutisi e aggregatisi, e così, grazie anche alla ripetuta sollecitazione di una intelligente ispettrice di Polizia, i Passi hanno preso inizio.
A guidarli è stato invitato, dai membri U.B.I., Mario Thanavaro, seguito dai monaci “professionisti” nell’abito delle loro tradizioni, quindi dai componenti dell’U.B.I. e a seguire da tutti gli altri.
La partecipazione si è subito rivelata numerosa, allontanando i timori del primo momento. La Polizia ci ha valutati in duecento scarsi. La fila indiana, il silenzio, il contegno composto e attento hanno dato pronto risalto ai Passi, percepiti come espressivi e suggestivi dal pubblico incontrato, sia veneziano che turista. Era un immediato porsi in silenzio e in rispetto, quasi in ascolto; anche le parole di curiosità erano poste con attenzione.
Un paio di striscioni, alcune locandine e soprattutto dei volantini distribuiti durante la manifestazione permettevano di identificare e dare un primo senso alla “cosa”, alle domande che la gente si poneva e talvolta formulava. Il testo dei volantini, che riprendeva quanto proposto dagli amici dello zendo di Torino, cercava di rispondere e chiarire, mantenendo il silenzio. Ma convincente è stata soprattutto la forza espressa dalla compostezza e dalla pace di ogni singolo partecipante.
Partecipanti, va’ da sé, prevalentemente veneti, ma non solo. C’erano persone arrivate dall’Emilia, dalla Toscana, dal Friuli, dal Trentino, dalla Lombardia, di altre regioni non sò, con i praticanti di Scaramuccia che spiccavano.
Puntuale, come già nelle precedenti edizioni e come prassi in analoghi appuntamenti, l’adesione del mondo cristiano, in tutte le sue componenti. Il Consiglio ecumenico delle Chiese veneziane e il Segretariato alle attività ecumeniche hanno subito condiviso lo spirito dell’iniziativa (“non c’è una via per la pace, la pace è la via”), perché “è giusto aderire ad una iniziativa giusta”.
Dalla Scuola Grande di san Rocco il corteo si è indirizzato verso Campo san Polo e quindi Rialto, da dove sarebbe dovuto arrivare in Piazza san Marco per poi, facendo un anello, ritornare sui suoi passi. Il ritmo dato alla marcia, però, ha reso impossibile il tragitto, che è stato quindi ridimensionato (dimezzato) cammin facendo. Saliti sul ponte di Rialto si è discesi sulla riva dello stesso lato e, con un percorso parallelo all’andata, si è arrivati a Palazzo Badoer, dove alle 18,00, conclusi i Passi, l’U.B.I. ha celebrato i suoi vent’anni.
Federico Shutan, 7 novembre 2005.



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